Biomercato alla Città dell'Altra Economia

Il mercato dei produttori biologici e degli artigiani

sabrina

icona-alimentareicona abbigliamentoDopo che il mercato dei contadini si è trasferito allo spazio coperto di via Passino, sono rimasti loro, i produttori biologici (con certificazione) e gli artigiani che nel weekend vendono le loro creazioni, che si tratti di una fragola o di una borsetta, nello spazio all'aperto di fronte alla Città dell'Altra Economia all'ex mattatoio Testaccio.

Tra i banchi del mercato

04Nello spazio all'aperto dove venivano mercanteggiati gli animali, oggi oltre al mercato c'è un supermercato, un Bio ristobar dove si può fare una sosta a base di aperitivi e spuntini gustosi, una libreria e lo spazio dei laboratori.
Il successo del Biomercato, un'avventura cominciata in modo sporadico nel 2007, ha fatto sì che da una domenica al mese si sia passati a tutte le domeniche e recentemente anche al sabato con la presenza di una ventina di artigiani e una trentina di produttori. Per l'estate le due anime si doppiano: i produttori bio si trasferiscono (a partire dal we successivo al 9 giugno) in una località di mare per seguire i loro clienti in villeggiatura, mentre gli artigiani rimangono fino alla fine di luglio e affiancano la vendita ad una serie di attività, concerti, teatro, iniziative. Si torna poi tutti 11insieme a settembre, con l'apertura delle scuole.

Da settembre a giugno cibo e artigianato convivono e così puoi trovare accanto alle mele e ai formaggi di Amelia da Amatrice le creazioni in lana e cotone di Guglielmina; accanto ai dolcetti e ai biscotti delle cuoche “cuocarine”, le borse e le collane di fettuccia di Antonella; accanto alle ceramiche multicolori di Sara, le fragole e agli asparagi dell'azienda Caramadre di Fiumicino.
“Le fragole biologiche, non trattate con funghicidi hanno solo un segreto: essere mangiate a poche ora dalla raccolta”, ci spiega Francesco di Caramadre. “Noi che abbiamo un grandissimo smercio, che forniamo scuole, asili e mense aziendali, possiamo permetterci di non trattare le nostre fragole perché le raccogliamo la mattina ed entro sera sono state tutte mangiate”.
C'è anche un banchetto del gelato biologico (Carassale Naturale) che, oltre a fornire scuole e asili ed avere un laboratorio di pasta all'uovo (rigorosamente bio) in zona Pigneto, propone le sue creme (cioccolato, crema caramello, Tirami giù) e i suoi sorbetti (mela, fragola, limone) agli steffiacquirenti del mercato. Che sono i più vari: giovani coppie con bambini, persone di una certa età, ragazzi… cani di tutte le razze e dimensioni. E per i meno fortunati che non hanno medaglietta e padrone ci pensano le signore dell'Associazione Orme e Impronte, presenti al mercato per raccogliere fondi, attraverso la vendita di oggetti e libri, per la realizzazione di un rifugio “per gli amici pelosetti”. Questa è solo una delle Onlus ospitate dal Biomercato che lascia ampio spazio anche al volontariato. Poi sotto Natale il mercato diventa quasi giornaliero con sempre più spazio agli artigiani come Sabrina di Bri Collage (con le sue bamboline di perline, i mobili in legno per le bambole con materiale di riciclo), le borse in stoffa di Steffi, le creazioni di Barbara con vecchie stoffe anni Sessanta e Settanta e la bigiotteria di Monica. 

Il paese di Alice

“Dei parcogiochi mi piacciono gli scivoli, l'altalena e anche la giostrina. Ma quello che mi piace di più di tutto è la SABBIERA. Potrei starci delle giornate intere, con la paletta e il secchiello (un classico), con cucchiaini e piattini e barattolini (torte e gelati di sabbia, slurp!), con le macchinine e le gru di qualche maschio (se me le prestano). 09
Quando sono stata al Biomercato all'Ex Mattatoio di Testaccio mi sono fiondata nella sabbiera e ci ho passato tutto il tempo in cui mia mamma faceva la spesa, parlava con i produttori, gli artigiani e faceva le foto. Ho fatto pure amicizia con un bambino, uno di quei maschi con le macchinine e le gru, che mi ha fatto giocare tutto il tempo con le sue quattro ruote. Evviva!
Dalla mia postazione sabbiosa (non vi dico le calze e le scarpe dopo... tanto ve lo potete immaginare) ho anche dato un'occhiata al mercato. Molto carino con tutti i gazebo bianchi, uno accanto all'altro. Mamma mi ha detto che quest'estate il mercato si sposta al mare e io spero proprio di andarci, così gioco con la sabbia... quella vera!”

icone aliceIL CONSIGLIO DI ALICE

Vicino al mercato dei contadini e degli artigiani, dentro un grande palazzo che una volta era un macello ovvero, come mi ha spiegato la mamma, dove ammazzavano le mucche poverine, c'è un posto molto bello. Che vi voglio assolutamente consigliare. Si chiama Tana liberi tutti, è una libreria per bambini, ma anche una ludoteca, un laboratorio. C'è un laboratorio praticamente tutte le domeniche mattina e poi anche in altri giorni della settimana. Si colora, si ritaglia, si incolla, si costruiscono maschere, case, dinosauri, befanine di cartone e uova di Pasqua di carta crespa. Tutte le volte che sono andata ho riportato a casa qualcosa di molto, molto carino. Senza parlare dei libri che si possono sfogliare e poi comprare... ce ne sono di bellissimi.

Quattro passi più in là

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La prima cosa interessante da visitare quando si va al Biomercato dell'ex mattatoio è... l'EX MATTATOIO! Si tratta di uno degli esempi più ammirevoli dell'archeologia industriale romana. Ha assicurato la macellazione e la lavorazione della carne a Roma ininterrottamente dal 1890 al 1975, anno della sua chiusura. Ma i suoi locali non hanno smesso di essere sfruttati nei più svariati modi: nel tempo hanno ospitato – e in qualche caso tuttora ospitano - centri sociali e aule della facoltà di architettura, la "città dell'altra economia" e il Gay Village.

Una struttura permanente, e che merita una visita, è la seconda sede del Museo di Arte Contemporanea di Roma, il MACRO TESTACCIO, forse l'unico museo della città ad essere aperto tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 16 alle 24. Una scelta che fa del Macro – arricchito dal nuovo spazio espositivo "La Pelanda" - un tassello della vivace vita notturna del quartiere. Cui si dovrebbe aggiungere nel 2013 anche il nuovo Museo della Fotografia di Roma.

cocciQuattro passi fuori dall'ex mattatoio si innalza il vero simbolo del quartiere, MONTE TESTACCIO, o "monte dei cocci". E se lo si osserva con attenzione, il perché lo si capisce a occhio nudo: il "monte" altro non è che una discarica di anfore romane i cui cocci ("testae" in latino, da cui il nome del monte e del quartiere) si sono accumulati fino a raggiungere i 35 metri di altezza. Il luogo merita una passeggiata. Sulla sommità c'è una croce: è stata piantata nel 1914, ma ricorda gli anni lontani in cui il monte era insieme ritrovo sacro e profano della città. Sacro, perché rappresentava il Golgota, l'ultima tappa della via Crucis che si svolgeva il Venerdì Santo dai tempi di papa Paolo II (1464-1471). Profano, perché ospitava le più sfrenate feste del Carnevale, con tanto di corse di cavalli e tauromachie. Dal Seicento prese il sopravvento la natura profana del luogo, anche se in forme meno cruente: in grotte scavate ai piedi della collina sorsero le prime osterie, e l'area diventò la meta delle tradizionali "ottobrate romane". Così i romani festeggiavano la vendemmia con solenni bevute, ballando al ritmo del saltarello e sfidandosi a suon di rime negli stornelli. Le osterie scavate nel Monte Testaccio hanno resistito fino ai giorni nostri, e così la fama di quartiere delle bevute.

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DOVE LARGO DINO FRISULLO / LUNGOTEVERE TESTACCIO
GIORNI DI APERTURA DOMENICA (E SABATO SALTUARIAMENTE)
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PARCHEGGIO IN LARGO DINO FRISULLO E ANCHE SUL LUNGOTEVERE (STRISCE BLU)
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