Mangiare al mercato... si può

gramigna maria luigi riccardo

Un caffè comprando il latte, un boccone al volo se si è fatto troppo tardi con la spesa, uno spuntino mentre si fa un giro turistico, una pausa pranzo dall'ufficio un po' diversa, un aperitivo alternativo o una vera e propria cena come in un ristorante. Ormai tutto questo è possibile nei mercati di Roma. 

In molti mercati stanno fiorendo occasioni di ristoro. Qualche tempo fa sono stati liberalizzati gli orari, consentendo ai mercati che lo desiderano di rimanere aperti la sera, un esempio è il mercato Parioli, meta ormai dell'aperitivo serale soprattutto in estate, ma sempre più mercati tradizionali stanno assistendo alla creazione al loro interno di piccoli bistrot e banchi di street food. 

"I mercati scontano una regolamentazione antiquata ed eccessivamente rigida. In attesa che siano approvate le novità che avevamo discusso con la Regione, per velocizzare i bandi e rivedere le attività jacopodentro i mercati, ad ottobre oltre a sbloccare l'assegnazione dei banchi liberi con la vecchia disciplina, abbiamo voluto aprire la possibilità di presentare progetti di riqualificazione da parte degli operatori. - dichiara Marta Leonori, che nella Giunta Marino è stata assessore alle attività produttive - Mettendo insieme orari più ampi, apertura di nuove attività e capacità degli operatori o di associazioni di rinnovare le modalità con cui si vive un mercato, senza perdere il valore della tradizione legata al commercio e alla socialità, anche Roma ha visto progetti pilota (come Testaccio e ora Piazza Alessandria) che possono essere replicati in molti altri mercati rionali. Mercati che sono allo stesso tempo quelle piazze dove ci si può incontrare, leggere un libro e insieme assaggiare i prodotti del mercato".
E così al classico bar, che quasi ogni mercato al coperto possiede, in questi ultimi mesi si sono moltiplicati nuovi banchi che spaziano dallo streetfood alla ristopescheria. Tra i tanti bar dove in questi anni abbiamo avuto modo di prendere caffè, cappuccini e le prime informazioni sui mercati che andavamo a visitare ci piace ricordare la latteria del mercato Ostiense (dove puoi far colazione ma anche comprare il latte e le uova per casa), il bar di Cesare al mercato Garbatella di via Santa Galla, dove si ritrovano anche gli ex commercianti per fare due chiacchiere, quello di Mario e sua moglie Luisa al mercato Italia, dove Mario sta da quando aveva 13 anni ed era solo il garzone, quello gestito dai gemelli Alessio e Alessandro al mercato Tuscolano III e quello di Julya e Alina al mercato di Primavalle, ma sono molti di più naturalmente. E poi il bar della Mary al mercato Nomentano, che coccola letteralmente i suoi clienti quasi tutti abituali, con cafféIMG 8027 a 70 centesimi, cappuccini, crostate fatte da lei e cornetti anche in versione mignon a 40 centesimi. Per la pausa pranzo invece oltre a panini e tramezzini,  Mary ogni giorno fa trovare piatti pronti (un giorno il cous cous, un altro le cotolette) da gustare sui suoi tavolini dalle tovaglie a scacchi. Inoltre nel nuovo spazio inaugurato grazie a Mercati d'Autore, una vera e propria piazza nel cuore del mercato dove leggere il giornale, prendersi una pausa, controllare la posta grazie al wifi, oggi mangiare al mercato Nomentano è diventato più facile. E così Modestino, un giovane di origine avellinese e la sua fidanzata romana hanno aperto la gastronomia De Angelis, specializzata in prodotti campani. In attesa di rendersi autonomi si sono associati agli ambasciatori partenopei di Piazzale di Porta Pia e offrono, nel loro portavivande riscaldato, alcuni dei piatti coi quali la cucina napoletana è diventata famosa: la IMG 8021frittata di maccheroni, la pasta patate e provola o la parmigiana di melanzane, ma oltre a loro c'è anche Ciao Checca Box (per distinguersi dalla casa madre (dietro a Montecitorio), street food che parte dalla tradizioni romane (la pasta alla Checca è un piatto estivo di pomodoro e mozzarella) e si allarga proponendo anche piatti senza glutine. Un altro mercato al centro di un grande rinnovamento è il mercato dell'Unità in via Cola di Rienzo. Lì ci sono due realtà (una di pesce e una di carne) che hanno rivoluzionato il concetto di pescheria e macelleria. Grazie alla seconda generazione la pescheria di papà Beppe ha visto la nascita del box Fish & Chic, creato da Simona, dove il pesce preso tutti i giorni all'asta di Anzio dall'esperto pescivendolo si trasforma sotto le sapienti mani della zia Carmela, napoletana di origine, che realizza hamburgher e cotolette di pesce, insalata di polpo, lasagnette ai gamberetti, cozze al sughetto. Stesso percorso anche per Il boss della carne, dove i figli Federica e Michele hanno affiancato i genitori e fanno trovare preparati e cibi pronti, solo da gustare sul posto o scaldare a casa.IMG 8406
Lo streetfood è stato il passe-partout per portare il cibo da gustare sul posto al mercato. Piano piano si sono fatte strada soprattutto nei mercati coperti banchi pizzeria o banchi del fritto tanto che al mercato del Quadraro si può trovare uno dei dieci migliori supplì della Capitale (secondo una classifica stilata da agrodolce.it): la pizzeria e friggitoria di Massimo, mentre al mercato Italia la giovanissima Eleonora (con la guida della mamma Carla) ha aperto Perpassione, un banco dove è possibile assaggiare insalate fresche ed originali, fagottini di sfoglia e tortini, vegetariani e non, panini curiosi e naturalmente paste calde e fredde. Con un dolce finale. Ma il posto dove lo IMG 8443streetfood ormai la fa veramente da padrone è il mercato Testaccio che si è imposto veramente come modello di sviluppo commerciale nella direzione dell'originalità e qualità soprattutto proprio sul fronte del “pronto a gustare”. Accanto ad una figura ormai “storica” Sergio della gastronomia romanesca di Mordi e Vai (presente fin dal 2012 data del trasferimento nella nuova sede del mercato) che offre alla sua clientela panini con la trippa, la salsiccia, la scottona e la picchiapò, negli ultimi mesi sono fioriti una serie di banchi molto originali. C'è Matteo di Zoé che con la frutta e verdura dei banchi crea macedonie, insalate, centrifughe ma soprattutto estratti che vengono realizzati a freddo per mantenere tutti gli enzimi e le vitamine. Con l'aiuto di un'amica nutrizionista ha messo giù un menù di quindici piatti fissi e altri a rotazione.  Accanto a lui poi si trova FoodBox di chef Marco, che ha sostituito la cannoleria siciliana di Dess'art. “L'obiettivo è fare del cibo di strada una abitudine gastronomica a 360° senza specificità regionali, oltre alla linea romana di Supplizio dello chef Arcangelo Dandini (a cui è stato aggiunto il carciofo alla Giudia) qui da noi trovate street food di altri luoghi d'Italia come i supplì e le crocchette siciliane, le olive ascolane ma anche del mondo come le quiche francesi, i bagel americani, le arepas venezuelane”. E poi ci sono Alessandro e 39468197 2198235513538620 7622994908000813056 oPatrizio di Le mani in pasta, laboratorio di pasta all'uovo e non solo che all'ora di pranzo, butta nell'acqua che bolle le creazioni della mattina e le serve con vari condimenti. 
Capitolo a parte infine sono le ristopescherie, a Roma ce ne sono almeno un paio che hanno trovato sede nei mercati Serpentara, al Nuovo Salario, e al Nuovo Cinecittà in via Quintilio Varo. Nel primo si trova la ristopescheria Falpesca della famiglia Falloni, dove oltre a fare la spesa si possono gustare crudi e fritti, insieme ad un bicchiere, ma anche veri e propri piatti che spaziano dal primo al secondo tutto a base del pesce freschissimo, esposto sul bancone fino a pochi minuti prima. A pranzo martedì, mercoledì, venerdì e sabato e a cena gli ultimi due giorni. E' una pescheria molto ben fornita e anche banco del pronto a cuocere la Pescheria Agraia, ristorante al mercato aperto anche la sera cinque giorni la settimana (dal martedì, al sabato, domenica e fabio luigilunedì chiusi) al Nuovo mercato Cinecittà. L'idea è venuta a Luigi che racconta: “La pescheria esiste dal 2002, da quando è stato aperto questo mercato, mentre l'idea di abbinarci anche i pronti a portar via e del ristorante è solo di tre, quattro anni fa. La clientela non è la stessa: c'è chi viene a comprare il pesce, chi i piatti preparati dal nostro chef Fabio e chi viene a passare una serata piacevole con la nostra gastronomia, chi viene per l'aperitivo a base di crudi e chi si ferma per la cena”. Nel colorato banco dei pronti non solo pesce ma anche verdure di ogni tipo accanto agli spiedini di gamberi, le alici marinate, i rotoli di salmone e mozzarella; mentre i menù del ristorante sono veramente a prezzi concorrenziali (per la sera menù a 30 euro, a pranzo anche 15). E infatti Luigi ci assicura: “Nonostante la crisi che ha toccato tutti noi tre sere la settimana facciamo il tutto esaurito, anche se siamo al mercato”.

yaluz1Al mercato di via di Santa Galla (zona Garbatella) da alcuni anni invece si fa della contaminazione e della condivisione il suo cavallo di battaglia, si chiama YaLùz, cucina di vicinato ed è un banco che propone a pranzo e a cena piatti spaziano dalla tradizione italiana (dalla pasta al forno napoletana alle polpette) a quella mediterranea (troverete l'humus e lo tzatziki) ma con un occhio di riguardo nei confronti dei gusti sudamericani. Lo ha creato qualche anno fa Matteo a cui si sono poi aggiunti Andrea, Rosa che sta in cucina, Daniela bravissima con i dolci e Sanjaya. "Scriviamo cucina di vicinato e il quartiere della Garbatella è il nostro primo riferimento - racconta Rosa - ma in realtà abbiamo anche persone che vengono da lontano, da Labaro e Castel di Decima. Per la nostra cucina ci riforniamo dei prodotti del mercato, dai nostri vicini fruttivendoli e pescivendoli mentre carne e uova sono di un produttore bio". Spesso YaLùz (che è un gioco di parole tra i nomi delle figlie di Matteo e la frase "là c'è la luce" in spagnolo) ospita delle serate che possono spaziare tra l'evento gastronomico, quello musicale e la street art. "C'è la serata tutta polpette, comprese quelle vegetariane - racconta Rosa - la serata dedicata al baccalà oppure quella della picanha brasiliana, sono feste aperte a tutti coloro che vogliono mettersi dietro ai fornelli". 

Gli chef di Gramigna - Resistenza culinaria al mercato Flaminio (vedi foto grande), tre amici che dopo un'esperienza nelle cucine stellate di Roma e non solo hanno deciso di dare una sterzata alla loro carriera e aprire un posto al mercato. Le paste della tradizione romana (gricia, carbonara, amatriciana e cacio e pepe), i taglieri, le insalate, gli hamburger e i panini. "Ci siamo resi conto che era arrivato il momento di tornare all'essenza della cucina - racconta Riccardo Pacifici uno dei tre soci - e abbiamo deciso di farlo ripartendo dal mercato. Avevamo davvero voglia di tornare alla vera gastronomia italiana mettendo da parte almeno per un po' spume, cucina emozionale e tutto quello che appartiene a un'altra cultura culinaria. Fagioli, mercato e simpatia". In tarda primavera ed estate sono anche aperti per l'aperitivo. 

Ultima impresa (inaugurata proprio durante il lockdown, che coraggio) è quella dell'enoteca di Claudiapaolo claudia alsowine 600 e Paolo Also Wine al mercato Trieste che oltre alle birre artigianali, una selezione di ottimi vini regionali e una gamma di liquori e distillati, da qualche tempo ha creato un piccolo ristorantino all'interno del mercato. Cibo da asporto e gastronomia con la particolarità che utilizzano esclusivamente i prodotti del mercato. Un box gastronomico con un suo sito da cui poter fare le vostre ordinazioni, oggi di cosa avete voglia? Torta rustica, pasta, pollo ai ferri?... non dimenticatevi i dolci.


 

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