Mercato Monti di via Baccina

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icona alimentareFinalmente dopo un lungo periodo di abbandono, con pochissimi resistenti (il macellaio Karim e un alimentari) che per anni hanno tenuto il punto, il mercato rionale Monti sta riprendendo vita. Mercato al coperto storico, realizzato in epoca fascista la cui realizzazione fece scoprire durante gli scavi testimonianze di reperti di età Augustea, tra cui pavimenti a mosaico, quello rionale di via Baccina è un piccolo spazio che sta piano piano ritrovando la sua identità.

Tra i banchi del mercato

A partire dal bel banco con laboratorio di pasta all'uovo e pasticceria a vista di Filippo che va sotto il nome di Pippo Tortellino. “La nostra è una tradizione familiare, mia madre Stefania è originaria di rione Monti, in questo mercato ci è cresciuta e anche se ormai da tanti anni ha un banco al mercato di Talenti e mio fratello invece sta a Cinecittà il sogno era sempre quello di tornare a Monti e finalmente ci siamo riusciti”. Filippo ha unito due vocazioni quella della pasta fresca (gnocchi, tonnarelli, ravioli, lasagne, orecchiette, crepe) con la pasticceria sotto le sapienti mani del maestro pasticcere Federico. “Sta andando benissimo, siamo stati ben accolti nel quartiere che ha diffuso subito la notizia – dice Filippo, mentre serve un gruppo di turisti francesi alla ricerca del tortellino perfetto – Ci sono ancora dei lavori da fare, delle migliorie ma siamo ottimisti perché vogliamo tornare a farlo diventare un grande mercato. Essendo così centrale deve tornare ad essere un punto di riferimento”.09
Una decina di banchi con un'offerta piuttosto ampia: c'è il banco di frutta e verdura di Marta che realizza anche centrifughe e frullati freschi e tutti i mercoledì e giovedi ogni 10 euro di spesa fa il 10% di sconto o regala un chilo di arance da spremuta, c'è il banco di macelleria di Karim e sua moglie Saida, la pescheria che fa un suo orario di apertura diverso: il martedì e il venerdì dalle 7:30 alle 17:30 mentre il mercoledì e il sabato dalle 7:30 alle 14:30. Oasi Bio è un emporio di alimenti biologici, cosmetici ecologici e prodotti per il benessere, gestito da Patrizia e c'è poi un più classico alimentari quello di Massimo, vero e proprio piccolo supermarket nel mercato: vino, olio, pasta, sughi, formaggi e salumi. Per chi vuole gustarsi centrifuga e spremuta in tranquillità o chi fa pausa pranzo con un panino di Massimo è stato allestito anche un angolo con tavolini, seggiole e una piccola libreria per il bookcrossing che ormai imperversa in molti mercati.
Tra coloro che animano il nuovo mercato rionale di Monti c'è poi Michela e il suo spazio Funtiffany Arts & Crafts, piccolo ma ricchissimo di artigianato artistico e idee regalo. “Mi sono sempre occupata di arti decorative, ho fatto la scuola Arti e 06Mestieri – racconta Michela – e l'idea per uno spazio dove esporre e vendere cose realizzate da me ma anche da altri ce l'ho sempre avuta nel cuore. Un negozio con gli affitti che ci sono qui nel centro di Roma sarebbe impensabile e così ho avuto l'idea del banco al mercato, qui posso proporre alcune delle mie creazioni come le vetrate artistiche, le lampade in vetro, alcuni monili e i mosaici, oppure quelle realizzate dagli studenti della scuola Arti e Mestieri e altri colleghi. Oltre ai pezzi unici ho anche gli oggetti di alcune ditte artigianali come questo laboratorio che produce oggetti in ceramica della tradizione romana, o una piccola pelletteria siciliana”. Michela non ha pensato solo a idee regalo per grandi ma ha allestito anche un angolo con una selezione di giochi “che riporti i bambini verso la manualità, sono oggetti che vanno costruiti, colorati, manipolati da abbinare a giochi della tradizione per lo più in legno”. Il sogno di Michela sarebbe realizzare dei laboratori: “A chi viene qui provo a raccontare come si realizza un oggetto di artigianato, quali misteri e curiosità ci sono dietro un'opera del genere. Sarebbe bellissimo poter organizzare corsi o anche dei pomeriggi una volta ogni tanto, ci stiamo lavorando e speriamo di poterlo fare presto”.

Il paese di Alice

“Monti è il quartiere dove mia mamma viveva prima di conoscere mio papà. Ogni tanto mi racconta di questa casa che cadeva un po' a pezzi, dove si facevano tante feste e dove mia mamma viveva con due uomini (e nessuno dei due era mio papà). Uno non faceva mai le pulizie e l'altro le faceva solo a mezzanotte aprendo tutte le finestre, pure di inverno. Per fortuna poi hanno preso la signora delle pulizie e sono rimasti amici ancora oggi.01
Ma quando mia mamma ci abitava nel quartiere Monti il mercato era un po' una tristezza: quasi tutti i banchi erano chiusi e lei, che pure ama i mercati tantissimo, non ci andava mai. Ora ci siamo tornati insieme e mi ha fatto una bellissima impressione: mi sono piaciute le mascherine del banco dell'artigianato, i frullati di quello della frutta ma più di tutto mi sono piaciuti i tortellini di Pippo tortellino. In brodo e pure asciutti”.

Quattro passi più in là

balconeSe il cuore di Monti è senza dubbio l'incantevole piazza della Madonna dei Monti, e la sua arteria principale è via Cavour (una strada che in realtà spezza il rione in due, e ne spezza anche parte della magia), la sua vena più oscura e misteriosa scorre sotto un arco buio, lungo la ripida salita intitolata ai Borgia. E' qui che si affaccia il cosiddetto BALCONE DI LUCREZIA BORGIA, ed è qui che si intrecciano storie e leggende. Il consiglio è di mettere da parte il rigore storico e abbandonarsi a queste ultime, proprio come faceva agli inizi dell'Ottocento lord Byron, che nei suoi vagabondaggi notturni per le strade di Roma amava fermarsi proprio sotto al balcone e immaginarvi affacciata la bellissima e crudele figlia di Papa Alessandro VI. Si narra che ai piedi del balcone si trovasse una botola che Lucrezia apriva sotto i piedi dei suoi malcapitati amanti dopo essersi a loro concessa. E Lucrezia era presente anche all'ultima cena di suo fratello Juan, organizzata nello stesso palazzo dalla madre Vannozza il 14 giugno del 1497, tre giorni prima che il corpo senza vita del giovane fosse ritrovato nel Tevere. Ma un alone di morte circonda questo angolo della città da molto prima che vi abitassero i Borgia: la salita ricalca infatti il percorso dell'antico vicus sceleratus, così chiamato perché si narra che il cadavere di Servio Tullio – il sesto re di Roma – vi fu calpestato dal cocchio guidato dalla figlia Tullia dopo l'assassinio, avvenuto per mano del suocero Lucio Tarquinio. Portata a termine la congiura, salirà sul trono con l'appellativo di “Superbo”.

Il modo migliore per scrollarsi di dosso queste fosche suggestioni è salire i gradini e superare mosel'arco, per raggiungere piazza di San Pietro in Vincoli. La chiesa è così chiamata perché custodisce le catene utilizzate per tenere legato l'apostolo durante la sua prigionia a Roma. Ma l'attrazione più celebre si trova nel transetto destro: è la statua del MOSE' DI MICHELANGELO. Superflua ogni descrizione: vi lasciamo tutto il gusto di contemplare dal vivo uno dei capolavori del maestro, di incrociare il suo sguardo severo, e magari di cercare di individuare tra le pieghe della folta barba il profilo di Papa Giulio II o il corpo di donna che il Buonarroti avrebbe scolpito proprio sotto il labbro inferiore, secondo quanto tramanda un'altra leggenda. Inutile invece cercare segni o scalfiture sul ginocchio del profeta, anche se nessuno ormai riuscirà a sradicare dalla fantasia popolare l'aneddoto dello scultore che scaglia uno scalpello contro la sua creatura al grido di “Perché non parli?”, dopo averne constatato l'eccezionale realismo.

16Del resto, di leggende ne circolano molte in un rione come Monti, tra i più orgogliosamente “popolari” della città. Leggendari sono anche gli scherzi del MARCHESE DEL GRILLO, un personaggio però esistito davvero, come testimoniano il palazzo e la torre che ancora portano il suo nome, alle spalle dei mercati di Traiano. E' proprio dall'alto della sua torre che Onofrio del Grillo – nobile di origine marchigiana ma vissuto a Roma nel XVIII secolo – si divertiva a lanciare sassi e pigne sui passanti, con feroce predilezione per gli ebrei. A girare il film con Alberto Sordi - che sposta agli inizi dell'Ottocento le bravate del marchese e le rende immortali - è stato un altro “monticiano” doc, seppur nato in Toscana: Mario Monicelli, che al rione ha dedicato anche un documentario, ultima sua opera da regista.
E ancora oggi lo spirito eccentrico del marchese sembra aleggiare nei dintorni delle sue proprietà: risalendo di qualche passo la salita del Grillo, sulla vostra destra, un curioso cartello vi inviterà a premere un interruttore. Vi consigliamo di non resistere alla tentazione, e di schiacciare il pulsante: dietro una grata al livello della strada, vedrete sotto i vostri occhi animarsi una scultura di oggetti, luci e musica, opera dell'artista Saverio Ungheri, fondatore del “Movimento astralista” e dal 1976 animatore del centro culturale “Polmone pulsante”.

 

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DOVE via Baccina 36
GIORNI DI APERTURA lunedì - sabato
ORARIO 07:00-14:00 (martedì e venerdì 07:00-19:00)
PARCHEGGIO diifficile in via cavour strisce blu
AUTOBUS

da Largo Argentina, Linea 40, Metro B (fermata Cavour)

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MERCATO rionale MONTI